1. Cos’è l’intersex?

L’intersex è una condizione in cui una persona nasce con caratteristiche sessuali (genitali, gonadiche o cromosomiche) che non si adattano alle definizioni tipiche di maschio o femmina. Queste caratteristiche possono variare ampiamente e non sempre sono evidenti alla nascita.

2. Le persone intersex sono transgender?

No, l’intersex e il transgender non sono la stessa cosa. L’intersex riguarda le caratteristiche fisiche e genetiche alla nascita, mentre il termine transgender si riferisce a persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Una persona intersex può identificarsi come maschio, femmina, non binario, o qualsiasi altra identità di genere.

3. Per quali diritti si battono le persone intersex?

Le rivendicazioni delle persone intersex riguardano soprattutto i protocolli medici con cui sono seguite, dato che in passato e ancora oggi chi nasce con una variazione delle caratteristiche di sesso può subire interventi di modifica del corpo da molto giovane, senza sceglierlo con consapevolezza e autonomia. Gli interventi chirurgici miravano e mirano a offrire ai genitali un aspetto tipicamente femminile (un tempo più facile da “riprodurre”) o maschile.

4. Quali sono le cause dell’intersex?

L’intersex può derivare da vari fattori genetici, ormonali o ambientali. Alcune condizioni intersex sono dovute a mutazioni genetiche che influenzano lo sviluppo degli organi sessuali o degli ormoni. Alcuni esempi includono la sindrome di Morris e la sindrome adreno-genitale

5. Come viene diagnosticata una condizione intersex?

La diagnosi può avvenire alla nascita attraverso esami fisici e test genetici, o più tardi nella vita se una persona presenta caratteristiche sessuali atipiche. In alcuni casi, la condizione può essere scoperta durante indagini mediche per problemi di fertilità o altri sintomi specifici. 

6. Come ci si comporta alla nascita di una persona con caratteristiche Intersex?

In Italia, come nella maggiorparte dei paesi, non esistono linee guida o protocolli nazionali che regolino il trattamento medico per chi alla nascita mostra una condizione di intersessualità e la sorte di queste persone dipende molto dal personale sanitario che incontrano. Fino al 2014 i protocolli redatti da alcuni grandi ospedali italiani prescrivevano di intervenire chirurgicamente sulle persone intersessuali appena nate anche solo per ragioni estetiche.

7. L’intersessualità è una condizione rara?

Non ci sono conteggi precisi sul numero delle persone intersessuali nel mondo, ma secondo la stima più citata, realizzata nel 2000 dalla biologa Anne Fausto-Sterling sarebbero circa 1,7% della popolazione, quindi più di cento milioni di persone. C’è chi sostiene siano meno, ma è difficile calcolarlo per via della scarsità di dati e del fatto che non c’è un accordo generale su chi sia intersessuale e chi no.

8. Disturbi o differenze?

Nel 2005 due importanti società di pediatria endocrinologica, si misero d’accordo per descrivere le diverse condizioni delle persone intersessuali con l’espressione “disturbi dello sviluppo sessuale” e la sigla corrispondente DSD. Tra chi fa attivismo però questo termine è molto contestato perché trasforma le variazioni di carattere sessuale in malattie, anche quando non comportano problemi di salute. La proposta è quella di sostituire la parola disturbo con differenze o variazioni e spesso di usa la sigla dsd (in minuscolo) per distinguerla da quella medica.

9. Qual è il punto di vista di chi fa attivismo intersex?

C’è un continuo dibattito su ciò che dovrebbe essere incluso nel termine intersex, termine che è stato anche definito convenzione medico-sociale.

Miriam Van der Have attivista intersex dell’organizzazione Oii Europe afferma che “Intersex è l’esperienza delle conseguenze socio culturali di nascere in un corpo che non si adatta alle costruzioni sociali e normative di maschile e femminile.”

Daniela Crocetti antropologa dell’associazione Intersex afferma che “Le variazioni di carattere sessuale non sono quasi mai malattie e non comportano disfunzioni corporee finchè non c’è un intervento medico, spesso la medicina prende un corpo sano e lo rende in qualche modo disabile attraverso un intervento non necessario dettato da un ragionamento di tipo psicosociale.”

10. Quali sono le sfide comuni che le persone intersex affrontano?

Le persone intersex possono affrontare stigmatizzazione, discriminazione e pressioni per sottoporsi a interventi chirurgici o trattamenti ormonali per conformarsi alle norme di genere tradizionali. Inoltre, possono sperimentare difficoltà nell’accesso a informazioni e cure mediche adeguate. 

11. Cosa ci riserverà il futuro?

In ambiente medico i cambiamenti avvenuti sono limitati e per la maggiorparte è merito di personale medico alleato all’attivismo Intersex. Il riconoscimento dei diritti intersex è già un cambiamento positivo ma non esiste ancora una tutela normativa che possa essere una linea guida comune.

Per ulteriori approfondimenti consiglio di consultare i dati dell’agenzia europea dei diritti fondamentali che ha pubblicato un rapporto su vita e discriminazioni subite da persone omo-bi-trans e inter sessuali: A long way to go to LGBTI equality.